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Arriba Mexico! Raúl Guzmán, alla conquista del Vecchio Continente

10 Febbraio 2021

La strada per diventare un pilota professionista è spesso lunga e tortuosa, lastricata di sfide e ostacoli. Pur di arrivare all’obiettivo finale è necessario compiere anche grandi sacrifici, come lasciare il proprio paese natale a quindici anni trasferendosi dall’altra parte del mondo, alla scoperta di un continente ignoto, con un solo pensiero in testa: vivere nutrendosi dell’adrenalina delle corse.

Questo è il caso di Raúl Guzmán, pilota messicano classe 1999 che per proseguire la sua carriera di pilota si è trasferito in Italia nel 2015. Dopo alcune stagioni disputate nelle formule minori, Raúl ha scelto per il 2020 di lasciarsi alle spalle il proprio recente passato motoristico avvicinarsi alle competizioni GT.

Per questa nuova fase del suo percorso di crescita, Guzmán è entrato a far parte del Lamborghini Young Driver Program, facendo il suo debutto nel Lamborghini Super Trofeo Europe. All’interno del monomarca della Casa di Sant’Agata, Raúl ha subito lasciato il segno, nonostante qualche iniziale difficoltà legata all’emergenza sanitaria scoppiata nel 2020. “All’inizio il rientro in Europa è stato più difficoltoso del previsto a causa della pandemia. Sono arrivato in Italia poco prima dell’inizio del campionato a Misano Adriatico e per questo abbiamo svolto poche giornate di test. Nonostante ciò ho instaurato subito con la macchina, con il mio compagno Miloš Pavlović e con il Target Racing. Abbiamo vinto al debutto, facendo un terzo posto in gara 2.”

Dopo una prima parte di campionato molto buona, il proseguimento della stagione è stata caratterizzata da alcuni problemi, come l’inconveniente tecnico di Barcellona e il pauroso incidente di Spa-Francorchamps. “Ci sono accadute alcune cose che non erano sotto il nostro controllo: a Barcellona abbiamo avuto un problema tecnico, mentre in gara due a Spa l’incidente con Cecotto e Gilardoni mi ha causato una lesione a una tibia. Sono riuscito ad essere presente al Paul Ricard, pur non essendo al massimo della forma. Ad ogni modo come prima stagione il bilancio è soddisfacente.”

Avere al suo fianco un pilota esperto come Miloš Pavlović è stato un elemento di grande aiuto per Raúl Guzmán. “Con Miloš mi sono trovato molto bene, siamo diventati amici anche fuori dalla pista. Mi ha aiutato tanto con la sua esperienza nel mondo del GT, insegnandomi alcune cose fondamentali, come ad esempio il cambio pilota. Sono dettagli che in una gara fanno la differenza. Ho imparato molto anche nella gestione dell’auto,” continua Raúl, “che è diversa rispetto al mondo delle formula. Qui devi pensare che hai anche un compagno al quale devi consegnare la vettura nelle migliori condizioni possibili. Nel mondo delle ruote scoperte il compagno di squadra è il primo avversario, qui invece il gioco di squadra fa migliorare entrambi.”

Il passaggio dalle monoposto alle vetture Gran Turismo non ha rappresentato particolari problemi per il messicano, che è riuscito ad adattarsi rapidamente a questo tipo di competizioni. “E’ un’esperienza di guida totalmente diversa. Non riesco a definirla più facile o difficile, è semplicemente differente. Con le GT si può essere più aggressivi sui cordoli e l’auto è dotata di più aiuti elettronici alla guida rispetto alle formula, quindi ho dovuto modificare il mio stile. Inoltre, con il peso della vettura più elevato, anche la gestione delle gomme cambia totalmente.”

Non sempre i cambiamenti possono essere indolori, ma il primo impatto con la nuova realtà è stato positivo per Guzmán. “Con Lamborghini mi sono trovato molto bene, sotto tutti i punti di vista. Pensano a tutto, non siamo considerati solo come piloti ma come individui, mettendoci a nostro agio. Credo che il Young Driver Program sia un ottimo programma di sviluppo per i giovani piloti.” All’interno del programma giovani Lamborghini, il pilota nativo di Guadalajara ha trovato un percorso ideale per la sua crescita. “Ci sono diversi aspetti che influiscono sulla crescita dei giovani piloti. Uno di questi sono la redazione dei report dopo ogni sessione, che ci permettono di migliorare i feedback che diamo alla squadra e aumentano la nostra capacità di autovalutazione delle prestazioni. Oltre a questo aspetto, le giornate dedicate ai test fisici nel nuovo Lamborghini Drivers Lab di Sant’Agata Bolognese aiutano molto il miglioramento dal punto di vista atletico, dal momento che vengono valutati i punti di forza ma anche le aree dove concentrare la preparazione.” 

Per un pilota che ha cambiato letteralmente la sua vita in tenera età pur di seguire un sogno, la parola “accontentarsi” non può far parte del proprio vocabolario. “Il mio obiettivo principale è quello di diventare Factory Driver Lamborghini nell’arco di due o tre anni. Nel 2021 voglio lottare per vincere il Lamborghini Super Trofeo Europe, sperando di riuscire a rientrare agevolmente in Europa”.