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Dean Stoneman: non escludo il ritorno, intervista al campione Super Trofeo Europe 2020

3 Dicembre 2020

Intervista a Dean Stoneman, campione del Lamborghini Super Trofeo Europa 2020

Doveva essere un anno senza gare per Dean Stoneman, uno di quelli da stare seduti sul divano a guardare gli altri divertirsi e vincere sui tracciati europei. La storia invece è andata nella direzione opposta e ci ha consegnato una della cavalcate per il titolo più avvincenti nei 12 anni del campionato monomarca.

Un decennio fa, il pilota britannico era lanciato verso la Formula 1, dopo la vittoria del campionato di Formula 2 davanti al futuro pilota di F1 Jolyon Palmer. Quel successo gli permise di svolgere un test sulla Williams della massima serie. Da allora, gli sforzi di Stoneman si sono concentrati fuori dal mondo delle corse: nel 2011 gli venne diagnosticato un cancro ai testicoli, battaglia che l’inglese ha vinto. Così come è riuscito a sconfiggere i dubbi sul budget necessario per tornare ai vertici delle categorie monoposto, riuscendo ad approdare nella GP3 Series nel 2013.

Proprio quando la sua carriera sembrava dovesse essere nuovamente in salita, eccolo aggiudicarsi il suo secondo titolo internazionale.

Abbiamo avuto il piacere di incontrare Dean Stoneman, che ha rivissuto con noi la sua stagione trionfale.

Innanzitutto, come ci si sente ad essere il vincitore del Super Trofeo Europa 2020?

E’ fantastico aver vinto il titolo dopo una stagione con diversi alti e bassi. Per tutto l’anno ho dovuto imparare. Ho guidato molte auto differenti nella mia carriera, ma questa competizione è stata divertente ed è stato bello vincere il titolo all’ultima gara. Il campionato si è sviluppato su cinque weekend di gara, ma si è deciso tutto solo all’ultima corsa. Pazzesco.

Ci sono state diverse volte in cui avresti potuto vincere ma non ci sei riuscito. Hai qualche rimpianto per queste gare?

Si, è vero. A Barcellona avevamo il ritmo per vincere entrambe le gare, ma abbiamo ottenuto una penalità in tutte e due le manche. La seconda penalità è stata frutto di un mio errore con il limitatore di velocità della corsia dei box. Il limitatore non si attiva fino a quando non sei a 48 km / h, cosa che normalmente non accade con altre auto in cui si attiva una volta sceso al di sotto del limite di velocità massimo. Ho commesso un errore, può succedere. Avremmo potuto chiudere i giochi prima di quanto abbiamo fatto, ma sono riuscito a fare ciò che dovevo al Paul Ricard.

Hai avuto qualche problema con il limitatore di velocità in pit lane anche in Francia, vero?

E’ esatto. Il cruscotto non funzionava, quindi non avevo idea di quale velocità stessi facendo e quanto avrei dovuto rallentare, quindi non sapevo quando avrei dovuto lasciare i box perchè non potevo vedere il timer. Abbiamo perso tempo in quell’occasione. In più, essendo io da solo in equipaggio, avevo tre secondi di sosta in più da fare. Sono arrivato in corsia box con un paio di secondi di vantaggio su chi mi seguiva e sono uscito con un ritardo di tre secondi, un vero peccato. Alla fine è comunque andata bene. Ho superato Kevin Rossell, anche se non ne avevo necessità ai fini della classifica generale. Sono un pilota e volevo comunque vincere.

Come è nato l'accordo per correre il Super Trofeo in questa stagione?

Sono stato contattato da Marco Bieli di Bonaldi Motorsport all’inizio dell’anno, che mi chiese di provare la macchina.

Qual è l’aspetto che ti è piaciuto di più del Lamborghini Super Trofeo di quest’anno?

E’ stata una grande esperienza e il clima negli autodromi è stato grandioso. Nonostante questo 2020 sia stato particolare, con la situazione COVID e tutto ciò che ne consegue, l’ambiente era tranquillo e amichevole. Molte volte, quando correvo, non c’era nulla del genere. Lo stress e la pressione la facevano da padrone. In pista la tensione era comunque alta, ma l’atmosfera durante la stagione è stata più accogliente di quello a cui ero abituato. Questo è stato un aspetto positivo per me, nei momenti in cui non ero in pista.

Le auto sono molto divertenti da guidare, anche se sono tra le più difficili dalle quali ottenere la miglior prestazione possibile. Puoi togliere facilmente alcuni secondi dal giro veloce, ma non è semplice limare gli ultimi decimi per trovare la performance perfetta, anche spingendo come un matto. Abbassare il crono degli ultimi decimi è quasi impossibile.

Anche le gare sono state appassionanti. Eravamo tutti molto vicini tra noi e le lotte sono state corrette, se non sempre, quasi! L’elenco dei partenti era di alta qualità e c’è stato molto rispetto tra noi.

Cosa ti riserverà il futuro?

Spero più o meno le stesse cose che mi ha riservato durante questa stagione! Al momento è la stessa storia di sempre, si tratta di capire quanto budget avrò a disposizione per il prossimo anno. Sono in trattativa con alcuni sponsor al momento. Mi piacerebbe poter difendere il titolo durante il prossimo campionato, con l’opportunità di disputare le Finali Mondiali e magari tornare anche su una vettura GT3. Vedremo.